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Come scegliere tra forno statico o ventilato? Per farlo, bisogna considerare due variabili: che cosa stai cucinando e in che stato si trova il tuo forno.
Molti problemi che spesso si attribuiscono alla modalità di cottura dipendono, in realtà, da altri fattori. Per esempio, se stai cucinando una torta e rimane cruda al centro, potresti avere impostato male la temperatura. Oppure ancora, tempi che si allungano oltre il previsto possono indicare dispersione di calore o un componente interno che non sta funzionando come dovrebbe.
Vediamo allora in dettaglio le differenze tra forno statico e ventilato e come risolvere le problematiche più comuni legate a queste due modalità.
La differenza tra forno statico e ventilato, contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, non riguarda solo la velocità di cottura. A cambiare, infatti, è proprio il modo in cui il calore si muove all’interno del forno e, di conseguenza, il modo in cui l’alimento reagisce.
Nel forno statico il calore si diffonde per convezione naturale. Le resistenze superiore e inferiore riscaldano l’aria che, diventando meno densa, sale verso l’alto. Questo movimento è lento e progressivo, quindi la temperatura tende a essere più stabile una volta raggiunto il valore impostato.
Nel forno ventilato entra in gioco la convezione forzata. Una ventola, spesso abbinata a una resistenza circolare posta sulla parete posteriore, spinge l’aria calda in modo continuo. Il calore arriva prima sulla superficie del cibo e penetra più rapidamente verso l’interno.
Il forno statico utilizza le resistenze superiore e inferiore per generare calore, per cui l’aria si muove lentamente e la superficie dell’alimento riceve energia in modo progressivo.
È la modalità più adatta per:
Nei lievitati la superficie deve restare elastica nei primi minuti di cottura: se si forma la crosta troppo presto, l’impasto non riesce a svilupparsi correttamente. La convezione naturale aiuta a evitare questo problema. Per avere un cottura ottimale, rispetta sempre la temperatura indicata nella ricetta e mantienila costante. Posiziona poi la teglia sul ripiano centrale così da ottenere una distribuzione più uniforme del calore.
Se la base brucia mentre la parte superiore resta pallida, meglio controllare la resistenza superiore. Se accade il contrario, verifica invece quella inferiore.
Il forno ventilato funziona in modo diverso, perché si attiva una ventola che spinge poi l’aria calda in modo continuo all’interno della camera. Nella maggior parte dei modelli entra in funzione anche la resistenza circolare posta sulla parete posteriore. Il calore raggiunge così l’alimento in modo più rapido e uniforme su più livelli.
Questa modalità è indicata per:
La ventilazione favorisce la formazione di una superficie più asciutta. Sugli arrosti è questa caratteristica che aiuta a sviluppare una crosticina esterna mentre l’interno resta morbido. È molto indicata anche per tutte le preparazioni in teglia perché consente una distribuzione più omogenea tra ripiano superiore e inferiore.
Essendo l'impostazione di cottura più rapida, se una ricetta prevede 180°C in modalità statica e vuoi usare il forno ventilato, dovrai stabilire un valore più basso, circa 160°C in ventilato. La convezione forzata aumenta lo scambio termico: ecco perché mantenere la stessa temperatura dello statico può portare a una superficie eccessivamente asciutta.
Se noti che il ventilato asciuga troppo i lievitati, puoi inserire una piccola ciotola d’acqua sul fondo per generare vapore durante i primi minuti. Se invece la ventola gira ma il forno non sviluppa calore sufficiente, il problema potrebbe non dipendere dalla modalità selezionata ma da un componente particolare e, a quel punto, serve una verifica di tipo tecnico.
Analizziamo più nello specifico cosa fare quando le modalità del forno non funzionano correttamente.
Il funzionamento del forno statico è semplice dal punto di vista meccanico. Proprio per questo, quando qualcosa non funziona, i sintomi sono spesso chiari. Il punto è interpretarli correttamente.
Se la base brucia e la parte superiore resta pallida, nella maggior parte dei casi la resistenza superiore non sta lavorando correttamente. Il calore arriva quasi esclusivamente dal basso e la platea tende a surriscaldare la teglia. Se accade l’opposto, e quindi ti ritrovi la parte in alto bruciata e il fondo crudo, il sospetto si sposta sulla resistenza inferiore. In modalità statica entrambe devono contribuire alla distribuzione del calore.
Prima di pensare a un guasto, verifica tre elementi:
Se in modalità statica i tempi si allungano rispetto a quelli indicati in ricetta, il forno potrebbe avere difficoltà a raggiungere o a mantenere la temperatura impostata.
Il primo elemento da controllare è la guarnizione della porta. Una guarnizione usurata o deformata lascia fuoriuscire aria calda lungo i bordi. Il forno perciò continua a lavorare per compensare la dispersione, ma la temperatura interna resta instabile. Puoi fare un test molto semplice: durante la cottura avvicina la mano ai bordi della porta, senza toccarla. Se percepisci una fuoriuscita evidente di calore, l’isolamento non è più efficace.
Ma potrebbe trattarsi anche del termostato o della sonda di temperatura (NTC). Se inviano un valore errato alla scheda, il forno può interrompere il riscaldamento prima di aver raggiunto il set-point reale. In questo caso noti oscillazioni marcate o cotture che richiedono molti minuti in più rispetto al normale.
Infine considera la potenza effettiva delle resistenze. Una resistenza parzialmente danneggiata può scaldare, ma non al massimo delle sue possibilità. Il forno sembrerà quindi funzionare, però impiegherà più tempo per cuocere lo stesso alimento.
Se i tempi aumentano progressivamente nel corso dei mesi, la causa è spesso legata a isolamento o componenti in fase di usura. Se il cambiamento è improvviso, il sospetto è più probabilmente legato a un guasto specifico.
Hai impostato una temperatura e il forno resta tiepido oppure non scalda affatto? Ci sono alcune verifiche da fare.
Iniziamo dall’alimentazione. Controlla che la presa funzioni e che l’orologio non lampeggi. In molti modelli, se l’orario non è impostato o è attiva una partenza ritardata, il forno non avvia il riscaldamento.
Se tutto sembra a posto, passa a osservare il comportamento delle resistenze. In modalità statica devono attivarsi sia quella superiore sia quella inferiore. Se nessuna delle due si scalda, il guasto potrebbe riguardare il commutatore o la scheda elettronica. Se ne funziona solo una, la causa generalmente è più circoscritta.
Un altro componente da esaminare è il termostato di sicurezza. Si tratta del dispositivo che interrompe l’alimentazione in caso di surriscaldamento anomalo. In alcuni modelli è presente un piccolo pulsante di ripristino sul retro. Se scatta frequentemente, però, occorre individuare la causa del surriscaldamento.
Nel forno ventilato entrano in gioco componenti aggiuntivi rispetto allo statico: ventola, resistenza circolare, cablaggi dedicati e selettore funzioni. Questo amplia le possibili cause quando qualcosa non va.
Abbiamo visto che la ventilazione accelera l’evaporazione dell’umidità superficiale. Dunque, se imposti una temperatura troppo alta o non applichi la riduzione di circa 20°C rispetto allo statico, la superficie si asciuga rapidamente.
Nei lievitati questo effetto può bloccare la crescita nei primi minuti. In questi casi puoi:
Se anche con la temperatura corretta l’esterno diventa eccessivamente duro mentre l’interno resta umido, verifica che la resistenza superiore non resti attiva più del dovuto o che la distribuzione dell’aria non sia ostacolata da teglie troppo grandi.
Se il forno ventilato non scalda bene, occorre osservare con precisione cosa accade all’interno.
Prima di smontare qualsiasi componente, verifica sempre che l’alimentazione sia stabile e che l’orologio non blocchi l’avvio. Se la ventola produce un rumore acuto o vibra, il problema può riguardare il motore o i cuscinetti, e il sintomo diventa anche meccanico.
Se senti la ventola in funzione ma il forno non riscalda o non raggiunge la temperatura impostata, la diagnosi deve concentrarsi sul circuito di riscaldamento del ventilato.
Il primo elemento da considerare resta la resistenza circolare. Può essere completamente interrotta oppure funzionare in modo parziale. In questo secondo caso il forno scalda, ma con potenza ridotta. Il sintomo tipico è una cottura lenta e poco uniforme anche con temperatura corretta.
Un secondo componente coinvolto può essere la sonda NTC. Se rileva una temperatura più alta di quella reale, la scheda interrompe il riscaldamento in anticipo. Tu imposti 180°C, il display li segnala, ma all’interno la temperatura effettiva è più bassa.
Anche il termostato di sicurezza può limitare il riscaldamento se rileva un’anomalia legata al surriscaldamento del vano tecnico o alla ventilazione tangenziale. In questi casi il forno si protegge riducendo o interrompendo l’alimentazione delle resistenze.
A questo punto serve verificare lo stato dei componenti interni prima di sostituire l’intero elettrodomestico.
Come distinguere un’impostazione errata da un guasto reale? Il criterio è semplice: se correggi modalità, temperatura e posizione della teglia e il comportamento resta anomalo, il malfunzionamento deriva dai componenti interni.
Ogni modalità attiva resistenze diverse. Nello statico lavorano la resistenza superiore e quella inferiore. Nel ventilato entra in funzione la resistenza circolare abbinata alla ventola.
A seconda del "sintomo", si possono quindi individuare diverse problematiche:
Un controllo visivo può già fornirci alcune indicazioni utili. Se una delle resistenze non diventa incandescente durante il preriscaldamento, è probabile che sia interrotto il collegamento. Per una verifica tecnica serve un multimetro impostato su misura di continuità, sempre dopo aver scollegato l’alimentazione.
Nel forno ventilato la distribuzione del calore dipende dalla ventola, per cui anche con la resistenza funzionante, una circolazione irregolare dell'aria altera la cottura.
In caso la ventola non girasse, il problema può riguardare tre elementi: il motore, il cablaggio o il selettore delle funzioni. In queste situazioni il calore tende a concentrarsi in alcune zone della cavità e i ripiani non lavorano in modo uniforme.
Se la ventola gira ma produce un rumore acuto o metallico, il sospetto si sposta sui cuscinetti del motore. Con il tempo possono usurarsi e creare vibrazioni. Nei modelli più comuni il motore è un’unità sigillata, pertanto sarà necessario sostituire l’intero gruppo.
Un altro aspetto da verificare sempre è che non ci sia un’ostruzione del flusso d’aria. Teglie troppo grandi o fogli di alluminio a contatto con la parete posteriore possono alterare la circolazione.
La scheda elettronica gestisce l’alimentazione delle resistenze, legge i dati della sonda di temperatura e coordina le modalità di cottura. Quando la scheda del forno non funziona, i sintomi possono essere più sfumati.
Puoi sospettare che si tratti di un guasto alla scheda se:
La scheda può avere relè danneggiati, piste interrotte o componenti elettronici usurati dal calore. Prima di intervenire, escludi sempre guasti più semplici come resistenze o commutatore. Sostituire la scheda è un’operazione abbastanza delicata e richiede l’identificazione precisa del modello del forno per evitare errori di compatibilità.
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Se il forno non sviluppa calore o non raggiunge la temperatura impostata, segui tutti gli step che ti abbiamo indicato, così da capire se c'è un pezzo da cambiare.
Quando individui il componente responsabile del guasto, evita di acquistare un ricambio generico. La cosa più importante da fare è identificare il modello esatto del forno tramite la targhetta tecnica, spesso posizionata sullo stipite interno della porta o sul retro dell’apparecchio. I codici come E-NR, PNC o Prod. No. permettono di trovare il pezzo compatibile.
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