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Il compressore è, in pratica, il cuore del sistema di raffreddamento, e quando non funziona correttamente, il frigorifero non sarà in grado di mantenere la giusta temperatura, mettendo a rischio la conservazione degli alimenti.
Comprendere se il compressore del frigorifero è guasto può sembrare complicato a prima vista, ma ci sono diversi segnali che possono indicare un problema a questo componente vitale del tuo elettrodomestico.
Quando il compressore di un frigorifero inizia a dare problemi, spesso lo fa con segnali ben riconoscibili. Uno dei primi è il rumore: ticchettii, colpi secchi o ronzii continui provenienti dal retro dell’elettrodomestico possono indicare che qualcosa non va. A volte si sente solo un “click” seguito dal silenzio, come se il compressore tentasse di partire senza riuscirci. In altri casi, resta acceso in modo continuo, senza pause, segno che sta lavorando a vuoto o che c’è una perdita di gas refrigerante.
Oltre ai suoni insoliti, può capitare che il frigorifero smetta di raffreddare, o lo faccia in modo insufficiente. Un compressore troppo caldo al tatto è un altro campanello d’allarme, così come un’accensione e spegnimento frequente, che può mettere a dura prova l’intero sistema e aumentare i consumi energetici.
Quando il frigorifero non raffredda bene, il primo pensiero corre inevitabilmente al rischio di perdere il cibo conservato. Ma prima di pensare al peggio, vale la pena osservare alcuni segnali che possono aiutarti a capire l’origine del problema.
Ma il compressore non è l’unico elemento da tenere d’occhio. Se il frigorifero sembra acceso ma non fredda, potrebbe esserci un problema alla ventola dell’evaporatore, al termostato o alle serpentine ostruite dal ghiaccio. Anche un accumulo eccessivo di polvere sulle bobine posteriori può compromettere il raffreddamento, costringendo il compressore a lavorare più del dovuto.
Talvolta il guasto è più nascosto: una scheda elettronica difettosa può alterare la regolazione della temperatura o impedire il funzionamento dello sbrinamento automatico. Allo stesso modo, se c’è stato un blackout recente, il frigorifero potrebbe trovarsi in una modalità di protezione che richiede un riavvio.
Per prima cosa, dobbiamo capire se il compressore riesce a partire o meno. A volte fa solo “click” e poi niente. Altre volte ronza in continuazione ma non produce freddo. In entrambi i casi, non è detto che sia lui il colpevole: spesso il problema sta in componenti che servono proprio ad aiutarlo a partire, come il relè o il condensatore. Sono piccoli pezzi, facili da sostituire, e costano molto meno di un compressore nuovo.
Poi c’è da verificare se le ventole funzionano. Quelle sono fondamentali: una distribuisce l’aria fredda all’interno, l’altra raffredda il motore dietro. Se si bloccano, magari per un po’ di ghiaccio o per via della polvere, il frigorifero smette di fare il suo lavoro anche se il compressore è perfettamente funzionante.
A volte il responsabile è semplicemente il termostato, che non rileva bene la temperatura e non fa partire il raffreddamento. Altre volte il problema è elettronico: le schede di controllo, oggi, gestiscono tutto, e se si guastano possono impedire al sistema di funzionare anche se i componenti principali sono a posto.
Poi c’è la parte un po’ più delicata, quella del gas refrigerante. Se c’è una perdita, il compressore lavora ma senza risultato, e lì purtroppo serve una verifica tecnica precisa, perché si tratta di un circuito chiuso.
La prima cosa da controllare è il sistema che aiuta il compressore ad avviarsi. C'è un piccolo relè che dà lo scatto iniziale e un condensatore che gli dà la spinta per partire. Se uno di questi due componenti è danneggiato o consumato, il motore resta bloccato: prova a mettersi in moto ma si ferma subito, e a volte fa solo quel click frustrante che non porta a nulla. Anche il relè di sovraccarico, che dovrebbe proteggerlo da sforzi eccessivi, se bruciato o difettoso può impedirne l’avvio.
Poi ci sono le cose più semplici ma spesso trascurate, come le bobine del condensatore sporche. Se sono coperte di polvere, il calore non si disperde bene, il compressore si surriscalda e finisce per arrancare. Basta un po’ di manutenzione e, in certi casi, si risolve il problema.
Un altro punto importante è il termostato. Se legge male la temperatura interna, può dare comandi sbagliati e far partire il compressore nei momenti sbagliati o, peggio, non farlo partire affatto.
Nei frigoriferi più moderni c'è anche la scheda inverter, che regola la potenza inviata al motore. Se questa scheda non lavora come dovrebbe, è come se il compressore ricevesse energia "sbagliata": o troppo poca per partire, o instabile. E il risultato è sempre lo stesso: il frigo resta caldo.
Se il frigorifero prova ad avviarsi, fa quel classico rumore di ronzio, magari scatta un "click", ma poi si ferma senza raffreddare... non è detto che sia il compressore da buttare. Prima di pensare al peggio, puoi fare qualche verifica, con calma e in sicurezza, anche da solo. L’importante è non improvvisare e sapere dove mettere le mani.
Lo sappiamo, sembra banale, ma è una regola fondamentale: stacca la spina o disattiva l’interruttore del frigorifero dal quadro elettrico. Devi essere certo che non arrivi più corrente: se apri le porte e la luce interna non si accende, sei a posto. E se devi infilarti sotto il frigo o dietro, meglio indossare dei guanti, le lamiere tagliano più di quanto immagini.
A questo punto, prova a resettarlo, come faresti con un modem. Stacca la corrente per cinque minuti, poi ricollega tutto. Alcuni modelli, dopo un blackout, vanno in blocco per proteggersi. Alcuni richiedono anche piccoli trucchetti: ad esempio, aprire il congelatore e premere l’interruttore della luce tre volte per far partire un nuovo ciclo. Sembra strano, ma a volte basta questo.
Fatto ciò, controlla che il termostato sia regolato bene. Se ha preso un colpo o si è guastato, potrebbe non far partire il compressore. Se hai un multimetro, puoi anche provare a misurare la continuità, ma anche solo regolarlo manualmente e ascoltare se scatta qualcosa può darti un indizio.
Tira fuori il frigorifero e dai un’occhiata alle serpentine dietro o sotto: se sono piene di polvere, non riescono a disperdere il calore. Il compressore surriscalda, si sforza e magari si spegne per sicurezza. Una spazzola rigida, un aspirapolvere e un po’ di pazienza risolvono questo problema meglio di quanto pensi.
L’elettrodomestico presenta due ventole: una dietro, che aiuta il compressore a non cuocersi, e una dentro, che spinge l’aria fredda nel vano frigo. Se anche solo una è bloccata o non gira bene, il sistema si inceppa. Prova a farle girare con un dito (a frigorifero spento!) e ascolta se fanno rumori strani. Se si bloccano o fischiano, forse serve cambiare il motorino.
Per i più esperti, è possibile anche misurare la resistenza degli avvolgimenti del motore. Sono tre poli: uno è comune, gli altri due sono marcia e avvio. Se le resistenze non tornano, o se il motore è in corto verso massa, il compressore potrebbe essere andato davvero. Alcuni provano anche a farlo partire manualmente con un collegamento diretto, ma è un passaggio che sconsiglio se non sai esattamente cosa stai facendo. Lì si lavora con la 220V, e non si scherza.
Tieni a mente che la sostituzione del compressore è una riparazione costosa, che può variare notevolmente e include il costo della manodopera. Per questa ragione, se il frigorifero è datato, può essere più conveniente valutare l'acquisto di un nuovo apparecchio, spesso più efficiente dal punto di vista energetico.
La rimozione del compressore non è un’operazione che si può improvvisare. Richiede attenzione, esperienza e l’attrezzatura giusta. Prima di tutto, è necessario scollegare completamente il frigorifero dalla corrente elettrica. Questo passaggio non è solo una formalità: bisogna accertarsi che non ci sia più alimentazione e che eventuali condensatori siano stati scaricati, perché possono trattenere corrente anche a spina staccata.
Una volta in sicurezza, si accede alla parte posteriore e inferiore del frigorifero, dove si trova il compressore. Serve rimuovere il pannello di protezione, scollegare i cavi elettrici dal relè di avviamento e dal termistore, se presente, e liberare con attenzione i collegamenti del circuito refrigerante. Questi tubi non vanno mai tagliati in modo casuale, perché contengono gas che devono essere recuperati in modo controllato con attrezzatura certificata, come le pompe di recupero e le bombole apposite. Solo un tecnico abilitato può gestire questa parte, anche per questioni ambientali e di sicurezza.
Dopo aver evacuato il refrigerante, si procede con lo sblocco fisico del compressore. Di solito è fissato con bulloni alla base del frigorifero, e una volta rimossi, il pezzo può essere estratto. Anche in questa fase bisogna muoversi con cautela per non danneggiare i tubi vicini o deformare il supporto. Il compressore è pesante e ingombrante, e non sempre semplice da manovrare in spazi ristretti.
Una volta rimosso, bisogna sigillare temporaneamente i tubi del circuito per evitare che si contaminino con umidità o aria. Da lì si passa all’installazione del nuovo compressore, che andrà saldato, collegato e ricaricato con gas refrigerante, ristabilendo anche il vuoto nel sistema. Ed è proprio qui che l’intervento richiede competenze professionali: per quanto si possa essere esperti nel fai da te, queste operazioni non possono essere eseguite in casa senza formazione e strumenti specifici.
Una volta rimosso il vecchio compressore, si passa all’installazione del nuovo. Anche in questa fase serve precisione, perché non si tratta semplicemente di inserire un pezzo al posto dell’altro: il compressore va posizionato correttamente sul basamento, fissato con i suoi supporti antivibranti e riallineato in modo che i tubi del circuito refrigerante combacino perfettamente con quelli dell’impianto.
I collegamenti dei tubi non vengono semplicemente avvitati: vanno saldati con precisione, utilizzando tecniche e materiali adatti a sopportare la pressione del gas e a garantire la tenuta nel tempo. Una volta effettuate le saldature, si procede con la fase di vuoto, cioè si estrae tutta l’aria e l’umidità dal circuito refrigerante con una pompa apposita. Questo passaggio è fondamentale per evitare che l’umidità comprometta il funzionamento del gas e riduca la vita del compressore.
Terminata la messa in vuoto, si passa alla ricarica del gas refrigerante. La quantità e il tipo di gas devono essere perfettamente adeguati al modello di frigorifero, altrimenti si rischia di ottenere un raffreddamento instabile o inefficace. Anche questa operazione richiede strumenti precisi, come la bilancia per refrigeranti e i manometri professionali.
Una volta ripristinato il circuito, si ricollegano tutti i cavi elettrici, si rimette in posizione il pannello posteriore e si collega nuovamente il frigorifero alla corrente. A quel punto si passa ai test finali. Il tecnico controlla se il compressore si avvia correttamente, monitora la pressione nel circuito, verifica che il gas circoli e che la temperatura interna cominci a scendere gradualmente.
I primi minuti di funzionamento sono i più delicati: è proprio in questa fase che si capisce se tutto è stato eseguito correttamente. Il frigorifero viene lasciato in funzione per almeno mezz’ora sotto osservazione, e successivamente monitorato per diverse ore per accertarsi che mantenga la temperatura e che non si presentino anomalie o rumori insoliti.
Se tutto va come deve, il lavoro si considera concluso. Il nuovo compressore è operativo, il sistema è sigillato e caricato correttamente, e il frigorifero torna a fare il suo lavoro come previsto. Un intervento del genere, se ben eseguito, può dare nuova vita all’elettrodomestico per molti anni.
Se hai fatto tutte le verifiche di base, magari hai testato i componenti con un multimetro e inizi a sospettare che il compressore sia davvero il problema, è il momento di fare controlli più approfonditi.
Parliamo di un lavoro che richiede esperienza e strumenti professionali: bisogna maneggiare il gas refrigerante, saldare tubi, ripristinare il vuoto nel circuito e ricaricare il sistema.
Affidarsi a un tecnico qualificato in questi casi ti permette di avere una diagnosi precisa e di sapere con certezza se davvero il compressore è guasto o se c’è qualche altra causa più semplice (e meno costosa) che ti è sfuggita.
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