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Le gocce che cadono dalla cappa della cucina non piacciono a nessuno. Non si tratta soltanto di un fenomeno fastidioso, ma di un inconveniente che può anche sollevare dubbi sull’igiene e sulla corretta manutenzione dell’impianto, e del quale bisogna occuparsi non appena possibile.
Prima di pensare a un guasto, per liberarsi della condensa in cucina è necessario stabilire da dove arriva il liquido e in quali condizioni si presenta, perché non sempre le cause del problema sono le stesse.
Il primo passo da fare è distinguere se l’accumulo di liquido è composto da acqua o da grasso. La condensa è trasparente e inodore, si forma soprattutto durante la cottura di pietanze che generano molto vapore e tende ad aumentare nei periodi freddi. Le gocce di grasso, invece, sono untuose, hanno odore di cucina e possono comparire anche a cappa spenta, segno di un accumulo che si scioglie con il calore ambientale o dei fornelli.
In alcune cucine, la condensa non è composta da sola acqua ma una miscela di acqua e particelle di grasso sospese nel vapore, che raffreddandosi formano un liquido più viscoso e untuoso. In questi casi il gocciolamento è spesso accompagnato da un odore intenso e richiede una pulizia approfondita del condotto e della ventola per ripristinare un flusso d’aria corretto.
L’eccessivo gocciolamento dalla cappa è quasi sempre legato allo shock termico: il vapore caldo e umido prodotto dalla cottura, quando incontra superfici fredde, si trasforma in acqua. Questo fenomeno è più evidente in inverno, quando le parti metalliche si raffreddano velocemente. Chi utilizza un piano a induzione può notarlo ancora di più: il calore si concentra nella pentola e l’aria intorno resta più fredda, con conseguente aumento del contrasto di temperatura. In queste condizioni, la condensa si forma più facilmente e le gocce si accumulano finché non iniziano a cadere.
Ostruzioni parziali, come residui di polvere, nidi di insetti o foglie all’uscita esterna, possono ridurre il flusso dell’aria e favorire la condensazione. Anche le serrande di non ritorno difettose, se bloccate in posizione chiusa, impediscono la fuoriuscita del vapore e lo costringono a rifluire verso l’interno.
Il gocciolamento dalla cappa è un problema frequente in cucina e, nella maggior parte dei casi, può essere risolto con un uso corretto e una manutenzione regolare dell’elettrodomestico.
Oltre alla formazione diretta di condensa sulle superfici della cappa, il problema può nascere all’interno del condotto di scarico. Un condotto di scarico troppo lungo, con troppe curve o con diametro ridotto rispetto a quello della cappa, limita il flusso dell’aria e favorisce ristagni. Se il tubo attraversa ambienti freddi come sottotetti o pareti esterne non isolate, il vapore si raffredda rapidamente lungo il percorso, si trasforma in gocce che possono scorrere verso la cappa invece di essere espulse. L’assenza di una leggera inclinazione verso l’esterno facilita questo “ritorno” di acqua, soprattutto quando la cottura è prolungata e la temperatura esterna è molto bassa.
Se, nonostante un uso corretto e una manutenzione accurata, la cappa continua a gocciolare, si può valutare l’installazione di un modello anti-condensa. Queste cappe sono progettate per ridurre lo shock termico grazie a superfici riscaldanti e, in alcuni casi, a sistemi di raccolta dell’acqua.
Quando si sospettano errori di installazione o potenza insufficiente, è consigliabile rivolgersi a un tecnico specializzato, che potrà individuare la causa e proporre la soluzione più adatta.
Una cappa gocciolante può avere origine in cause di diverso ordine, specialmente legate a malfunzionamenti dei componenti interni, che forse devono essere sostituiti.
Quando la cappa gocciola, che si tratti di acqua o di residui oleosi, il problema può avere origine in componenti specifici che richiedono attenzione o, in certi casi, una sostituzione. Raramente si tratta di un guasto grave, ma individuare per tempo la causa e intervenire aiuta a preservare l’efficienza dell’apparecchio e l’igiene della cucina.
Uno dei primi elementi da controllare sono i filtri antigrasso metallici. Pur essendo lavabili – anche in lavastoviglie con un ciclo ad alta temperatura – col tempo possono logorarsi o rimanere impregnati di grasso nonostante la pulizia. Se all’ispezione appaiono eccessivamente sporchi, appiccicosi o usurati, è bene sostituirli per garantire un’aspirazione efficace.
Diverso il caso dei filtri antigrasso sintetici, che non si lavano ma si cambiano regolarmente: in genere ogni due mesi, poiché l’accumulo di grasso li rende non solo inefficaci, ma anche potenzialmente infiammabili.
Se la cappa funziona in modalità filtrante, con l’aria depurata e reimmessa in cucina, entrano in gioco i filtri a carboni attivi. Non sono lavabili e perdono gradualmente la capacità di trattenere odori e fumi, perciò è consigliabile sostituirli ogni tre mesi circa. Nelle cappe collegate a un sistema di aspirazione verso l’esterno non sono necessari e, se presenti, possono essere rimossi.
Un altro punto critico riguarda le guarnizioni e le strisce sigillanti. Con il tempo possono indurirsi, deformarsi o perdere aderenza, riducendo la tenuta e ostacolando il corretto scarico di fumi e vapore. In questi casi, è utile sostituirle o integrare nuove strisce in gomma o plastica espansa. Anche i cuscinetti del motore, se usurati o con sede allargata, possono generare vibrazioni e malfunzionamenti: è importante rimpiazzarli con modelli compatibili per evitare blocchi e rumori anomali.
Il motore stesso può essere compromesso da problemi al condensatore di avviamento, alla bobina a velocità variabile o all’avvolgimento dello statore. Una riduzione della capacità del condensatore, un cortocircuito o un circuito aperto possono impedire il corretto funzionamento e richiedere la sostituzione del componente difettoso.
Alcune cappe, o l’alloggiamento della ventola, sono dotate di un tappo di scarico dell’olio. Se manca o è danneggiato, il gocciolamento diventa inevitabile: occorre quindi verificare la sua integrità e, se necessario, rimpiazzarlo.
Lo stesso vale per le alette anti-tempesta all’uscita della cappa: devono aprirsi liberamente, mentre blocchi dovuti a fissaggi errati o danni meccanici ne impediscono l’apertura, ostacolando lo scarico dell’aria.
Alcuni modelli sono dotati di un piccolo serbatoio raccogli-olio: se pieno o non svuotato da tempo, può provocare perdite visibili lungo i bordi della cappa.
Se, dopo aver verificato e sostituito i componenti più esposti, il problema continua, il passo successivo è rivolgersi a un tecnico specializzato. Errori di installazione, dimensionamento errato o potenza insufficiente della cappa possono essere alla base del gocciolamento, e solo un professionista può identificare con certezza la causa e consigliare i giusti ricambi per cappe da cucina.
Prevenire il gocciolamento della cappa è possibile e, con qualche attenzione, si può ridurre sensibilmente il rischio di ritrovarsi con acqua o residui oleosi sul piano cottura.
Il primo aspetto da considerare è l’uso corretto della cappa. Sembra un dettaglio ovvio, ma spesso il problema nasce proprio dal fatto che non viene accesa o viene avviata troppo tardi. La cappa non serve solo a eliminare fumi e odori: è anche il principale strumento per limitare la formazione di condensa. L’ideale è accenderla qualche minuto prima di iniziare a cucinare – meglio se dieci – in modo da creare un flusso d’aria costante e permettere alle superfici di temperarsi, riducendo lo shock termico tra il vapore caldo e il metallo freddo.
Terminata la cottura, conviene lasciarla in funzione per altri quindici minuti o finché l’aria non è completamente libera da umidità. Questo accorgimento diventa ancora più importante con i piani a induzione, che generano vapore in maniera rapida e concentrata. Anche coprire le
La modalità di funzionamento ha un ruolo altrettanto importante: se la cappa è impostata su ricircolo anziché su espulsione esterna, il vapore non viene allontanato ma filtrato e reimmesso nella stanza, e il rischio di condensa aumenta.
Le abitudini di cottura hanno il loro peso nel ridurre il problema della condensa. Fritture ad alta temperatura o l’uso di oli con un basso punto di fumo favoriscono la dispersione di microgocce oleose nell’aria, che si depositano sulla cappa. Scegliere oli più stabili al calore o abbassare leggermente la temperatura di cottura può ridurre il problema.
Se, nonostante l’uso corretto, la manutenzione e un’installazione a regola d’arte, il problema dovesse persistere, è probabile che la causa sia più complessa, legata a una potenza insufficiente o a un foro di uscita sottodimensionato. In questi casi, puoi affidarti al nostro catalogo online di ricambi per elettrodomestici per sostituire i pezzi difettosi.
Una manutenzione costante dell’elettrodomestico mantiene l’aspirazione uniforme, evita ristagni e limita le superfici fredde su cui il vapore può condensare, e riduce così in modo significativo il rischio di gocciolamento e di avere una cappa che non aspira.
Il primo intervento, come già detto, riguarda proprio i filtri. I filtri metallici antigrasso vanno lavati regolarmente, almeno ogni due mesi, oppure più spesso se si cucina di frequente o si fanno preparazioni molto ricche di vapore e grasso. L’ideale è un ciclo in lavastoviglie ad alta temperatura o un lavaggio manuale con acqua calda e sgrassatore. Se sono deformati, ossidati o non si puliscono più a fondo, è meglio sostituirli. I filtri sintetici si cambiano periodicamente, mentre quelli a carboni attivi, presenti solo nelle cappe filtranti, vanno sostituiti ogni tre mesi circa.
La pulizia interna è altrettanto importante. Residui di grasso o polvere all’interno della cappa, sulle pale della ventola o lungo il telaio, possono sciogliersi con il calore e gocciolare. Una volta ogni pochi mesi conviene smontare le parti accessibili, pulirle con panni morbidi e detergenti sgrassanti e controllare eventuali vaschette di raccolta, svuotandole se piene.
Il condotto di scarico merita un’ispezione periodica, specialmente se attraversa zone fredde come sottotetti o pareti esterne. Un condotto sporco, con accumuli di grasso o ostruito, rallenta il flusso dell’aria e aumenta la formazione di condensa. Pulirlo personalmente se se ne è in grado oppure farlo pulire da un tecnico specializzato riduce notevolmente il problema.
Nei casi più estremi, quando la condensa persiste nonostante pulizie e sostituzioni mirate, può essere il momento di considerare una nuova cappa. Il servizio assistenza clienti Figevida è a tua disposizione per verificare se sia questo il caso oppure se con i pezzi di ricambio giusti il problema possa rientrare.