Cappa aspirante o filtrante? Questo è uno dei tanti dubbi che attanagliano i consumatori in procinto di scegliere un nuovo elettrodomestico. Possiamo dirti che la differenza riguarda il modo in cui verrà gestita l’aria aspirata. Una cappa aspirante convoglia fumi e vapori verso l’esterno attraverso un apposito condotto, mentre una cappa filtrante purifica l’aria e la reimmette nella stanza. Da questa differenza dipendono l’efficacia nella gestione dell’umidità, ma anche il tipo di installazione e la manutenzione che sarà necessaria.
La scelta, quindi, dipende soprattutto dalle caratteristiche della cucina e dalla possibilità di realizzare uno scarico verso l’esterno. Vediamo nel dettaglio come funzionano una cappa aspirante e una filtrante, quali vantaggi offrono e cosa valutare prima dell’acquisto.
Cappa aspirante e cappa filtrante: qual è la differenza
La principale differenza tra cappa aspirante e filtrante riguarda la destinazione dell’aria. Entrambe prelevano quella presente sopra il piano cottura attraverso un sistema di ventilazione e utilizzano filtri antigrasso per trattenere le particelle oleose. A cambiare è ciò che succede subito dopo.
La cappa aspirante porta l’aria fuori dall’abitazione. Quella filtrante la sottopone a un ulteriore trattamento contro gli odori e la restituisce alla cucina. Ciò comporta differenze importanti anche nella capacità di gestire il vapore prodotto durante la cottura.
Come funziona una cappa aspirante con scarico esterno
La cappa aspirante, detta anche cappa a espulsione, utilizza un elettroventilatore per richiamare l’aria che sale dal piano cottura. Prima di entrare nel condotto, questa attraversa uno o più filtri antigrasso metallici, generalmente in alluminio o acciaio, che trattengono grassi e residui.
L’aria viene poi convogliata attraverso un tubo verso uno scarico esterno. Spesso si parla genericamente di cappa con canna fumaria, anche se più precisamente si tratta di un condotto dedicato all’evacuazione dell’aria.
In questo modo vengono espulsi all’esterno anche gran parte del vapore acqueo e dell’umidità generati durante la preparazione dei cibi. Per questo una cappa con scarico esterno è particolarmente efficace nelle cucine utilizzate frequentemente e negli ambienti comunicanti con il soggiorno, dove gli odori possono diffondersi facilmente.
L’efficienza dipende comunque anche dallo stato della cappa. Filtri molto sporchi oppure problemi al sistema di aspirazione possono ridurne notevolmente le prestazioni. Se noti un calo evidente, puoi approfondire le possibili cause nella nostra guida dedicata a cosa fare quando la cappa non aspira.
Come funziona una cappa filtrante a ricircolo
La cappa filtrante, chiamata anche cappa a ricircolo, viene utilizzata senza un tubo di scarico verso l’esterno. Anche in questo caso l’aria attraversa prima il filtro antigrasso, ma successivamente passa attraverso uno o più filtri a carboni attivi.
Il carbone attivo trattiene una parte delle sostanze responsabili degli odori. Dopo questo passaggio, l’aria viene reimmessa nella stessa stanza attraverso apposite aperture della cappa.
Una cappa filtrante senza tubo rappresenta quindi una soluzione particolarmente flessibile nel caso la cucina non disponga di uno scarico esterno oppure quando realizzarne uno richiederebbe lavori complessi.
Il suo funzionamento dipende però molto dallo stato dei filtri. Quando il carbone attivo è saturo, la capacità di contrastare gli odori diminuisce. Per mantenere efficiente l’apparecchio è quindi importante cambiare i filtri a carbone della cappa secondo gli intervalli indicati dal produttore.
Cosa cambia nella gestione di fumi, vapori e odori
La differenza tra i due sistemi diventa particolarmente evidente durante la cottura. Con una cappa aspirante l’aria viene eliminata dal locale, quindi insieme agli odori vengono portati all’esterno anche parte dei vapori e dell’umidità.
La cappa filtrante interviene soprattutto su grassi e odori. Il vapore acqueo, invece, rimane nella stanza perché l’aria viene rimessa in circolo. In una cucina in cui si fanno spesso bolliture prolungate o altre preparazioni che producono molto vapore, questa caratteristica può incidere sulla formazione di condensa.
| Caratteristica | Cappa aspirante | Cappa filtrante |
|---|---|---|
| Destinazione dell’aria | Espulsa all’esterno | Reimmessa nella cucina |
| Scarico esterno | Necessario | Non necessario |
| Filtro antigrasso | Sì | Sì |
| Filtro ai carboni attivi | Generalmente non necessario | Necessario |
| Gestione del vapore | Più efficace | Il vapore rimane nell’ambiente |
| Installazione | Più vincolata | Più flessibile |
| Manutenzione dei filtri | Principalmente pulizia degli antigrasso | Pulizia antigrasso e gestione dei filtri a carbone |
Cappa aspirante o filtrante: vantaggi e svantaggi
La cappa aspirante è generalmente più indicata perché, durante la cottura, elimina direttamente l'aria dalla cucina. Te la consigliamo se prepari frequentemente pietanze che generano molto vapore o odori persistenti.
Il principale limite riguarda però l’installazione. Serve infatti un percorso adatto a collegare la cappa all’esterno e, se la cucina non è già predisposta, possono essere necessari interventi sulle pareti, sui pensili o sul controsoffitto.
La cappa filtrante offre maggiore libertà nella disposizione del piano cottura. Non essendo vincolata a un condotto esterno, può essere presa in considerazione in appartamenti, case in affitto e cucine nelle quali realizzare una canalizzazione risulta poco pratico.
Alla maggiore semplicità d'installazione però corrisponde una manutenzione più attenta dei filtri. La qualità del ricircolo dipende inoltre dalla portata della cappa e dallo stato dei filtri a carbone.
Differenze nella manutenzione e nei filtri
Entrambe le tipologie utilizzano filtri antigrasso, che devono essere puliti periodicamente. Nei modelli metallici è spesso possibile lavarli a mano oppure in lavastoviglie, seguendo sempre le istruzioni indicate dal produttore.
Nella cappa filtrante si aggiunge la manutenzione dei carboni attivi. I filtri tradizionali vanno sostituiti quando perdono capacità assorbente; la durata può cambiare molto in base al modello e alla frequenza con cui si cucina. Esistono anche filtri rigenerabili, progettati per essere riutilizzati seguendo una procedura specifica prevista dal produttore.
Ricorda che una manutenzione regolare permette alla cappa di lavorare con un flusso d’aria adeguato e riduce l'accumulo di grasso sulle parti interne. Se il problema non riguarda l'aspirazione e la cappa non si accende, invece, bisogna verificare possibili anomalie dell’alimentazione, dei comandi o dei componenti elettrici.
Cosa serve per passare da aspirazione a ricircolo
Molte cappe moderne possono essere predisposte dal produttore per funzionare in entrambe le modalità. In questo caso, per utilizzare una cappa in modalità filtrante può essere necessario montare un kit di ricircolo con filtri ai carboni attivi e gli eventuali accessori necessari a indirizzare nuovamente l’aria verso la cucina.
La configurazione cambia da modello a modello. Prima di acquistare filtri o kit aggiuntivi è quindi fondamentale verificare il codice esatto della cappa e controllare nel manuale se è prevista la modalità a ricircolo.
Cappa aspirante o filtrante: quale scegliere per la propria cucina
Per capire quale cappa scegliere, la prima verifica riguarda la possibilità di raggiungere l’esterno con un condotto di evacuazione. Se la cucina dispone già di uno scarico adatto, la modalità aspirante permette di espellere direttamente l’aria prodotta durante la cottura e offre una gestione particolarmente efficace di vapori e odori.
Quando lo scarico esterno manca o sarebbe difficile da realizzare, una cappa filtrante può essere più semplice da integrare. È una situazione frequente negli appartamenti, nelle cucine ristrutturate e nei progetti in cui il piano cottura viene spostato rispetto alla sua posizione originaria.
In condominio, prima di creare un nuovo scarico o intervenire sulle parti esterne dell’edificio, bisogna sempre assicurarsi della fattibilità dell’intervento. Se utilizzi un piano a gas, dovrai inoltre considerare i requisiti di aerazione previsti per il locale e far valutare l’installazione da un professionista quando necessario.
Anche la dimensione della cappa conta. La superficie di aspirazione dovrebbe coprire adeguatamente il piano cottura, perciò la larghezza viene normalmente scelta almeno in relazione a quella del piano sottostante. La distanza di installazione, invece, deve rispettare quanto previsto dal produttore della cappa e del piano.
Un altro parametro è la portata. Come riferimento orientativo, per dimensionare la cappa si può considerare una capacità sufficiente a rinnovare più volte nell’arco di un’ora il volume d’aria della cucina. Più l’ambiente è grande, maggiore dovrà essere la portata richiesta. Non sottovalutare poi la rumorosità, specialmente nelle cucine open space: confronta i valori dichiarati alle diverse velocità, perché la cappa verrà utilizzata spesso mentre soggiorni nello stesso ambiente.
Negli ultimi anni sono diventati comuni anche i piani a induzione con aspirazione integrata e le cappe downdraft che emergono dal piano soltanto durante l’utilizzo. Molti di questi sistemi possono essere configurati con espulsione esterna oppure a ricircolo, permettendo di adattare l’installazione alle caratteristiche della cucina.
Si può trasformare una cappa aspirante in filtrante e viceversa?
In alcuni casi è possibile trasformare una cappa aspirante in filtrante, purché il modello sia stato progettato dal produttore per funzionare anche a ricircolo.
La trasformazione prevede generalmente l’aggiunta dei filtri ai carboni attivi e, quando richiesto, di un apposito kit che consente all’aria depurata di rientrare nella stanza. Di conseguenza, una cappa nata per essere installata con scarico esterno può funzionare senza tubo soltanto quando il produttore prevede questa configurazione.
Il percorso inverso è possibile sui modelli predisposti anche per l’aspirazione. Per trasformare una cappa filtrante in aspirante devono essere presenti un’uscita adatta al collegamento e la possibilità di realizzare correttamente il condotto verso l’esterno. In questo caso la fattibilità dipende sia dalla cappa sia dalla struttura della cucina.
Perché non tutti i modelli possono essere convertiti
La presenza dello stesso tipo di motore non rende automaticamente qualsiasi cappa convertibile. La struttura delle uscite dell’aria, la disponibilità dei filtri compatibili e gli accessori previsti cambiano da un modello all’altro.
Per questo motivo è sempre meglio identificare marca e codice del proprio apparecchio prima di acquistare nuovi componenti. Nel catalogo di Figevida puoi trovare tantissimi ricambi per cappe da cucina online, compresi filtri e altri componenti compatibili con numerosi modelli.
In definitiva, se puoi realizzare correttamente uno scarico verso l’esterno, la modalità aspirante offre una gestione più completa dell’aria e dell’umidità prodotte durante la cottura. Quando questa possibilità manca, una cappa filtrante ben dimensionata e sottoposta alla corretta manutenzione rappresenta una soluzione pratica per ridurre grassi e odori senza dover installare un condotto esterno.